ricette napoletane
Le migliori ricette napoletane, gustose e di facile preparazione. Il portale del gusto Sapori e Dintorni Conad presenta una selezione di ricette napoletane sfiziose, tutte da scoprire.
Baccalà lessato con salsa di noci
Cosciotto di agnello con castagne
Crostata di albicocche
Crostatine di mafalde
Mafalde al verde
Mafalde con ricotta e ragù
Paccheri al forno ai pomodori e capperi
Paccheri e peperoni al forno
Paccheri, cacio e uova
Pasta con le nocciole di Giffoni
Pastiera napoletana
Piccoli tartufi alle nocciole
Rigatoni alla napoletana
Rigatoni autunnali
Rigatoni con gli zucchini
Semifreddo di castagne al rum
Sorbetto al limone
Tagliatelle con prosciutto panna e noci
Torta di castagne
Ziti con polpettine di carne
Tra i protagonisti delle ricette napoletane: I paccheri napoletani
I paccheri napoletani sono una pasta profondamente radicata nella tradizione
culinaria partenopea. Un tempo venivano soprannominati “pasta dei
poveri” perché, date le dimensioni, ne bastavano pochi per
riempire il piatto. Ma la notizia più curiosa riguarda l’origine
del loro nome attuale. In dialetto locale il termine “pacchero”
significa schiaffo (tant’è che i paccheri vengono chiamati
anche schiaffoni); l’abbinamento con questo formato di pasta si
deve al fatto che quando, ricolmi di sugo, si versano nei piatti emettono
un suono simile a quello di uno schiaffo.
Ricette napoletane prima e dopo l'avvento del pomodoro...
Nella storia dei paccheri napoletani c’è un avvenimento che
non si può assolutamente dimenticare: l’incontro con il pomodoro.
Non sempre si ricorda che il rosso ortaggio arrivò dall’America
solo nel XVII secolo e quando sbarcò a Napoli ci fu una vera e
propria rivoluzione... delle ricette. Il pomodoro si rivelò un
ingrediente “esplosivo”, mai provato prima, che cambiò
radicalmente le abitudini di condire la pasta, precedentemente abbinata
a verdure o a salse agrodolci. Il pomodoro fece nascere un nuovo gusto
e svelò un condimento capace di far sprigionare alla semola di
grano la sua fragranza ad ogni boccone. In particolare, l’incontro
del pomodoro con i paccheri fu amore a prima vista, perché la convessità
e la superficie del pacchero, rugosa al punto giusto, trattengono perfettamente
il condimento, garantendo un gusto impareggiabile. La pasta “con
la pummarola ‘ncoppa” non riuscì, fatto molto curioso,
a conquistare il palato di Giacomo Leopardi che, arrivato a Napoli nel
giugno del 1833, non trovandola né buona né cattiva, la
definì “simbolo di stupidità”. Ma il parere
negativo del poeta non sminuì certo la popolarità e il gusto
particolare della pasta partenopea, che ancora oggi ci delizia ogni giorno
con il suo profumo e resta una delle più tipiche ricette napoletane.
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Vedi anche: Prodotti tipici
regionali
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